Le pagelle di fine stagione di Tommaso Visentin

Il tempo dei verdetti è finito e ci ha regalato molte informazioni che qui voglio indicare (giusto per dare un mio personalissimo peso alla stagione ed alle singole prestazioni societarie).

Nel tentativo di dare visibilità e trama allo sport che amiamo così tanto, mi prendo il lusso di valutare il percorso che ci ha portato a scrivere e raccontare questa bellissima e travagliata stagione, colma di note e speranze per il prossimo futuro.

Sono convinto che il rugby abbia bisogno di una narrazione degna, e che troppo spesso manchi di dettagli ed analisi per farci godere appieno tutte le meravigliose sfaccettature che ogni mese, ogni settimana, ogni giro di scotch ci presenta.

Ad analizzare questa annata posso solo indicare come sia stato rugby dove si è giocato di più per tempo effettivo, e di come si sia segnato molto di più rispetto alle passate stagioni.

Molti giovani hanno assaggiato il rugby di alto livello ben figurando, giustificando il buon lavoro delle nazionali giovanili.

Purtroppo il divario tra squadre di alta classifica ed altri è ancora troppo marcato ed un fattore calmierante deve essere cercato per il nostro godimento. Altra voce per me da rivedere consiste nella durata troppo dilatata del torneo e sulla struttura dei play off ma, chi mi legge di consueto, sarà fin stanco di notare queste mie insoddisfazioni.

Nel valutare ogni squadra prenderò a riferimento vari fattori quali: piazzamento finale in ogni competizione, record vittorie-sconfitte-pareggi, peso di queste in ottica di scontri diretti, differenza punti fatti-subiti e di altre variabili che, per non tediarvi troppo, non andrò a menzionare.

Per puro diritto di cronaca ho deciso di non menzionare e mettere a paragone i vari limiti di spesa differenti che esistono e che sono la prima discriminante tra le differenze tra le squadre. Nel non voler ridurre il tutto ad una sterile analisi dei costi, e di come questi vengano fatti, mi sono soffermato solo sulle prestazioni avuto rispetto ai risultati sperati o dichiarati.

Passando alle pagelle, come nella “Tempesta” non me ne vogliano tifosi e società, “il mio unico scopo era quello di divertire e come voi vorreste essere perdonati di ogni colpa, fate che io sia affrancato dalla vostra indulgenza”.
Con questo mio ultimo pezzo vi auguro una grande estate di rugby e, sperando di risentirci ancora per la prossima stagione, vi porgo i miei saluti.

RECORD FINALE GIUSTE-SBAGLIATE 58-23 (62-25 non trasmesso) senza contare il pareggio tra FFOO e ROV

Ed ora divertiamoci


1) VALORUGBY EMILIA voto 9,5 (‘25-’26 record campionato 14v-02p)

In pratica non ha lasciato nulla agli avversari ed è riuscita a farlo nel migliore dei modi giocando sicuramente il miglior rugby nazionale. Incetta di vittorie pesanti (coppa Italia e campionato) e di premi personali con un 15 ideale del campionato che potrebbe tranquillamente annoverare almeno 10 giocatori in lista.
Violi alla sua seconda stagione completa è riuscita dove molti si sono impantanati senza mai perdere la bussola.
Un campionato dominato, messo in discussione brevemente solo dopo l’uscita di scena di Colorno, ha visto Reggio essere campione d’inverno e della stagione regolare.
Valo ha rischiato qualcosa in semifinale traendomi in inganno (Mea Culpa) circa la sua tenuta nelle fasi finali e facendomi sbagliare clamorosamente la previsione finale. La partita con Petrarca è stata forse la più nitida manifestazione d’intenti di Reggio Emilia per quest’anno e per gli anni a venire.
Ora l’asticella è settata e per il futuro questa squadra sembra avere pochi limiti e debolezze proiettandola al massimo del suo stato anche per i prossimi anni. Una squadra esperta ma giovane fa sì che Valorugby possa imporsi anche nelle prossime stagioni in attesa delle contromosse delle rivali. La tripla AAA (voto 10), con la Supercoppa da giocarsi a Settembre (data e luogo ancora da definirsi), è rimandata alla prossima stagione e sarà la discriminante per questo ennesimo passo avanti di una crescita fin qui perfetta.


2) FEMI-CZ RUGBY ROVIGO voto 7+ (‘25-’26 record campionato 12v-03p-01n)

La stagione, che comunque ha portato un titolo (supercoppa contro Viadana) a fase regolare ancora da iniziarsi, non è finita come il popolo Rossoblù sperava.
La bruciante sconfitta in semifinale in casa contro gli avversari di confessione ha trasformato quanto di buono si era visto fino a quel momento in un fallimento percepito.
Rovigo aveva altre aspettative ed ha di fatto trasformato una stagione comunque positiva in un componimento tragico proprio per le sue abitudini ed attese.
Questa è Rovigo, solida quando vince e discutibile nelle difficoltà, disposta a cambiare anche quando non è richiesto col rischio di gettare acqua sporca e bambino.
La prossima stagione dovrà ancora confrontarsi col nuovo sceriffo che è arrivato in città (Reggio Emilia) e dovrà da subito cercare di capire quali contromisure presentare per non aumentare i dissapori in provincia. Molte voci di mercato indicano di come Rovigo si voglia muovere per tempo per non farsi trovare impreparata ad inizio stagione. Sarà da valutare l’impatto di questi innesti e come andranno ad inserirsi in un canovaccio che, comunque, ha ben figurato quest’anno.


3) PETRARCA RUGBY voto 8- (‘25-’26 record campionato 12v-04p)

Petrarca non partiva con i favori del pronostico per questo campionato, e le vicissitudini di metà campionato avrebbero potuto far finire anzitempo le spinte propulsive della squadra. Invece, i Tuttineri di Padova, sono riusciti comunque in modo molto onorevole a ritagliarsi degli spazi giocando due finali su due (perdendole entrambe) e riservandosi il lusso di eliminare dalla contesa gli antichi rivali in casa loro con due vittorie di misura ma comunque pesantissime.
Onore alla squadra ed al suo allenatore (e staff) che pur nelle difficoltà ha tenuto alta la concentrazione provando in ogni modo a mettere difficoltà agli avversari.
Ora la situazione sembra più incerta che mai, con un gruppo che arrivava comunque alla fine della stagione con più incertezze sul suo futuro che solidità richiesta. Petrarca ‘26-’27 è tutta da scrivere ma siamo ben certi che la storicità del Brand e l’attaccamento della sua città non verrà mai meno concedendoci sempre e comunque una versione aggiornata della città del rugby


4) RUGBY VIADANA 1970 voto 7 (‘25-’26 record campionato 11v-05p)

L’incognita Viadana, reduce dalle delusioni finali delle passate due stagioni ed a fronte di grossi cambiamenti di staff, ha onorato in modo ineccepibile il campionato prendendosi la libertà di essere l’unica squadra in Italia senza un record negativo nei confronti dei Neo Campioni.
Tutto ciò non era scontato e più di un esperto aveva immaginato un anno di transizione per i Gialloneri con una linea di galleggiamento in attesa di affermazioni future. Così non è stato e gli eroi dei Miclas si sono trovati addirittura a 40 minuti dal giocarsi la loro terza finale consecutiva almeno con due anni d’anticipo rispetto a certi piani.
Il presidente Arletti deve essere fiero della propria squadra e della sua gestione sapendo che lavorando sulle piccole imprecisioni potrà certamente rimettere Viadana in pista per successi futuri senza troppi anni d’attesa.


5) FIAMME ORO RUGBY voto 6,5 (‘25-’26 record campionato 08v-07p-01n)

Ogni anno sembra essere l’anno della consacrazione del progetto Fiamme Oro ed ogni anno raccontiamo di un’ottima società a cui manca poco per affacciarsi al rugby dei titoli.
La gestione Forcucci ha il merito di far giocare benissimo un gruppo di ragazzi eterogeneo che difficilmente riesce a dare continuità proprio per sua natura ma che in quest’annata ci ha fatto divertire un sacco e ci ha regalato delle bellissime prestazioni. La polizia di stato di fatto ha mancato il colpo grosso nelle fasi finali della stagione regolare dove, pur impensierendo le prime della classe, non è riuscita a centrare le vittorie necessarie per arrivare ai Play-off.
Qui il discorso fasi finali allargato a sei trova maggior campo visto che uno scontro diretto nei Play-off ci avrebbe sicuramente regalato soddisfazioni. Una squadra che si basa molto sulle figure di Carlo Canna e di Gianmarioli, deve domandarsi prima di tutto come strutturarsi per progetti più lunghi delle annate singole e che rimarrà comunque per la prossima stagione valore di cui tenere conto. Di questa squadra mi è piaciuta soprattutto la facilità di gioco e la sua ricerca ossessiva della segnatura che ha trasformato la parte centrale della fase regolare in un continuo festival delle mete.


6) MOGLIANO VENETO RUGBY voto 5 (‘25-’26 record campionato 06v-10p)

Mogliano stecca la stagione ’25-’26, lasciando i propri tifosi delusi dalle aspettative riposte e rimettendo tutto in mano al nuovo staff che per la prossima stagione dovrà cercare di capire quali sono le reali possibilità di successo dei Veneti e soprattutto come provare a realizzarli.
Se la passata stagione era stata caratterizzata dai cambi in cabina di regia che avevano fatto sperare un destino più solido per i Biancoblù nella competizione a venire, la stagione appena trascorsa si è declinata in una modesta ricerca del gioco senza mai riuscire a dare la stoccata per le vittorie importanti.
La gestione Casellato chiude il suo secondo mandato con meno vittorie della stagione precedente (che erano arrivate oltretutto con meno occasioni). Mogliano, che nel recente passato era squadra dalla segnatura facile, segna pochissimo (2,81 mete/partita) e non riesce mai a mettere il segno W nelle partite con squadre più attrezzate. Purtroppo questa squadra soffre moltissimo gli stravolgimenti di formazione che ogni anno è costretta a vivere e per cui è difficilissimo anche per un guru come Umberto cercare continuità.
L’innesto di nuove leve è sicuramente una costante da segnalare in questa società e la costanza di rendimento nelle fasi statiche indica comunque un gran lavoro in campo ma purtroppo le soluzioni per affrontare un campionato con squadre sicuramente più attrezzate devono essere cercate altrove.


7) RANGERS RUGBY VICENZA voto 5½ (‘25-’26 record campionato 03v-13p)

Voto leggermente superiore ma considerazione simile a Mogliano tocca in analisi a Vicenza che si applica in un buon campionato ma poco più. La parte migliore di sé i Rangers la sviluppano nello sgambetto fatto a Viadana in campionato e le buone partite viste in coppa Italia nel girone 2.
A parte questo Vicenza perde entrambi gli scontri diretti contro Mogliano e Piacenza e questo fa la differenza tra una stagione di crescita ed una di mantenimento. Purtroppo ormai siamo ben disposti ma esigenti con squadre che riescono a mantenere la massima serie nella speranza che possano essere sempre e comunque una spina nel fianco delle società con budget diversi ed attese maggiori.
Cavinato ha il merito di aver dato una serietà ad una città rugbysticamente meno affermata di altre piazze storiche e questo bagaglio non deve essere gettato per una crescita lenta ma costante.
Alla prossima stagione il compito di riuscire a portare l’attacco a livelli accettabili ed a rimanere in competizione contro le prime della classe fino allo scadere di ogni partita.


8) LYONS RUGBY PIACENZA voto 5½ (‘25-’26 record campionato 04v-12p)

Piacenza, pur con meno vittorie, prende un voto eguale ai sopracitati Rangers in virtù del suo finale di stagione e della costanza con cui, una squadra che a metà anno sembrava persa, sia riuscita a concludere degnamente la sua più difficile annata. Piacenza 1 era squadra con voglia ma senza risultato mentre Piacenza 2 ha dato senso agli allenamenti eliminando il superfluo e scendendo ad un piano più congeniale per i propri limiti.
Certo il divario tra le squadre in questo fondo classifica inizia farsi sentire in modo pesante ma ciò non toglie che le ultime vittorie contro Mogliano e Vicenza a fine stagione hanno fatto capire che questi ragazzi, se chiamati in modo adeguato, rispondono alle armi.
Dei Lyons dobbiamo comunque sottolineare che le difficoltà nel segnare mete è cosa atavica e che questa statistica debba essere modificata in ogni modo e con ogni mezzo.
Il campionato appena concluso è stato caratterizzato dai punteggi alti e da molte segnature e se questo sia un trend o meno è comunque cosa da tenere conto per i Neri di Piacenza


9) BIELLA RUGBY CLUB voto 6 (‘25-’26 record campionato 01v-15p)

Diamo un voto molto alto malgrado i pochi successi a Biella, che sconta sì il passaggio di categoria, ma lo fa mostrando ottima attitudine e soprattutto una resilienza vista poche volte nelle neopromosse.
Gli Orsi giocano tutte le partite come se ci fosse in palio la vita e portano a casa moltissimi punti di bonus che sono segnale indiscutibile di voglia e cattiveria agonistica.
Certo mancavano molti dei mezzi necessari per affrontare alcune corazzate ed in alcuni i casi i punteggi lo testimoniano ma nel complesso le basi per cercare di piantare semi fruttuosi nel giardino della massima serie ci sono tutte.
Senza nasconderci troppo, il nostro campionato soffre moltissimo delle differenze di strutture e possibilità economiche e sappiamo quanto sia difficile far quadrare i conti (vedi Colorno) ma cercare di rimanere aggrappati a qualcosa e farlo con questa dedizione è cosa encomiabile ed alla lunga può portare anche a successi inattesi.


Tommaso Visentin